Ayahuasca Library


Ayahuasca, a volte

di James C. Callaway
Dept. of Pharmaceutical Chemistry
University of Kuopio, POB 1627
FIN-70211 Kuopio, Finland
FAX: 358 41 843 852
e-mail:
callaway@jolla.uku.fi

Articolo pubblicato su ELEUSIS
Bollettino d'informazione della Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza.
Numero 1, maggio 1995.

Eleusis e' una produzione priva di copyright. La Redazione ringrazia chiunque utilizzi il materiale riportato nel Bollettino referenziando correttamente l'autore e la provenienza.

L'Ayahuasca 

Ayahuasca è uno dei molti nomi di una bevanda sacramentale preparata sin dai tempi preistorici nel bacino del fiume delle Amazzoni a delle aree adiacenti (Luna & Amaringo, 1991). Le caratteristiche più straordinarie dell'uso dell'ayahuasca provengono dalla sua peculiare farmacologia; effetti fisiologici e visionari, consentiti da inibizione enzimatica, che vengono applicati a un'estesa varietà di scopi medico-religiosi. Questa bevanda continua a essere l'elemento centrale nella cosmologia sia delle popolazioni indigene che di più recenti movimenti sincretici che si sono spontaneamente sviluppati durante gli ultimi cento anni. Essa è caratterizzata dall'inclusione di liane delle specie di Banisteriopsis (tipicamente B.caapi), che contengono gli alcaloidi dell'armala armina, tetraidroarmina (THH) e quantità minori di armalina (Fig. 1).

 Peganum harmala, Haoma e Soma

Gli alcaloidi armalinici furono inizialmente ritrovati nei semi della ruta siriaca (Peganum harmala), dove l'armalina è tipicamente l'alcaloide più abbondante, con concentrazioni variabili di armina e solo quantità in tracce di THH (Holmstedt, 1982). I semi di questa pianta sono stati utilizzati sin dai tempi preistorici nelle regioni del Mediterraneo, della valle dell'Indo e delle steppe dell'Asia centrale. L'armalina proveniente dai suoi semi è stata identificata come il composto chiave nella preparazione della enigmatica bevanda dell'haoma e, per paragone, del soma (Flattery & Schwartz, 1989). Sfortunatamente, la sola armalina, come l'armina, non possiede la psicoattività necessaria per indurre visioni estatiche, a meno che il sistema nervoso centrale (SNC) dell'uomo non sia stato soggetto a sostanziali e radicali cambiamenti durante le ultime poche migliaia di anni. Così, dal punto di vista della moderna psicofarmacologia, parrebbe improbabile che i soli semi di questa ruta abbiano ispirato l'antico spirito religioso come soma nei RgVeda dell'India, o come haoma negli Avesta persiani.

 L'attività monoamino-ossidasi (MAO)

Armina e armalina sono inibitori potenti e reversibili dell'enzima monoamino-ossidasi (MAO). Alle concentrazioni ritrovate nell'ayahuasca, l'armina può facilmente inibire l'azione della MAO-A a della MAO-B negli uomini. I neurotrasmettitori serotonina (o 5-idrossitriptamina, 5-HT), adrenalina e dopamina vengono tutti metabolizzati dalla MAO, e le loro concentrazioni aumentano in assenza dell'attività di quest'ultimo. L'inibizione dalla MAO da sola non induce visioni per se, sebbene i livelli centrali dei neurotrasmettitori aumentino in assenza dell'azione ossidasica, e l'attività iperneuronale si possa manifestare come una percezione di "aumentata lucidità" o di "aumentata capacità a focalizzare".

 Psicoattività di THH, 5-HT e di altri alcaloidi indolici

Il sistema serotoninergico, un componente principale del SNC, è definito dal neurotrasmettitore 5-HT (serotonina), ed è intimamente associato con la mente e con la cognizione. La memoria e l'emozione echeggiano l'attività neuronale in modi poco noti. Questa azione diviene evidente quando resa possibile con agenti serotoninergici distinti quali psilocibina, mescalina, MDMA, LSD e affini derivati chimici. Queste sostanze visionarie non inducono dipendenza fisica. Al contrario, si sviluppa una rapida tolleranza dopo pochi giorni di uso consecutivo, tolleranza che non viene superata dall'aumento del dosaggio. Questo fenomeno è ben noto, ma non è stato ancora studiato in modo appropriato. A complicare la questione, le sostanze che distinguono questa eccezionale classe di droghe possiedono una tolleranza incrociata l'una con l'altra, nonostante le significative variazioni nelle strutture molecolari.
La 5-HT è strutturalmente associata alla THH, con cui condivide un nucleo indolico, una struttura aromatica comune a tutte le triptamine, alle beta-carboline, agli alcaloidi dell'ergot e a molti altri composti bioattivi ritrovati in piante e animali. La THH non possiede una psicoattività significativa se assunta oralmente, anche ad alti dosaggi; ma la possiede invece se assunta per bocca insieme a MAO-inibitori o se viene fumata (sublimata) senza MAO-inibizione (osservazioni non pubblicate). Anche la THH è un MAO-inibitore, sebbene più debole dell'armina o dell'armalina. Essa possiede anche qualche capacità di inibire la riassunzione della 5-HT da parte dei neuroni presinaptici per il suo riutilizzo. La combinazione di questi meccanismi d'azione aumenta effettivamente i livelli sinaptici della 5-HT, dato che normalmente il destino di questo neurotrasmettitore sarebbe l'ossidazione a livello di recettore. Tale effetto da solo è sufficiente a proporre l'utilizzo della THH come farmaco efficace nella cura della depressione ed di altri disturbi della sfera affettiva; in altre parole, in quelle forme in cui è ipotizzabile un'ipofunzionalità del sistema serotoninergico nei siti pre- e post-sinaptici.

II legame con il recettore è un altro dei destini della 5-HT. L'ingestione contemporanea di sostanze in grado di inibire con alta affinità la riassunzione della 5-HT insieme a sostanze dotate di attività MAO-inibitrice può facilmente provocare una grave sindrome ipertensiva, nota come "sindrome serotoninica", che può risultare fatale. (Sternbach, 1991).

Apparentemente, l'inibizione della riassunzione della 5-HT da parte della THH contenuta nell'ayahuasca non è così efficace, dal momento che considerevoli quantità di questo alcaloide sono tipicamente ritrovate nella bevanda. E' anche concepibile che la THH e l'armina possano contribuire a determinare una variante "terapeutica" della sindrome serotoninica, modificando il profilo di legame della 5-HT dopo un uso prolungato (Callaway et al., 1994). Pur tuttavia, l'ingestione contemporanea di un inibitore della riassunzione di serotonina, come il Prozac (Fluoxetina) o il Paxil (Paroxetina) e un MAO-inibitore (es. armina o armalina) è stata causa di accidenti mortali (Neuvonen, 1993).

 MAO e derivati della triptamina

L'inibizione della MAO permette anche l'attività orale di numerosi derivati triptaminici inattivi per os: N,N-dimetiltriptamina (DMT), che viene a far parte della bevanda mediante l'aggiunta di foglie di Psychotria viridis, è un esempio ben noto (Ott, 1994). A differenza di altri agenti psichedelici, la DMT non sviluppa velocemente tolleranza dopo uso ripetuto, probabilmente a causa del suo rapido metabolismo. Iniettata o fumata, la DMT evoca un caratteristico schema sulle aree ottiche della mente/cervello che sono brevi e indimenticabili; tipicamente, una mostra breve e dinamica di colori geometrici scintillanti, condensatisi dal ed evaporanti nel vuoto. Questo effetto spesso eccede la capacità di percezione e di memoria, e vengono normalmente conservati solo frammenti dell'intera esperienza. Gli effetti della DMT orale, associata ad inibizione della MAO, sono simili, sebbene chiaramente differenziabili: il flusso di visioni è rallentato e le immagini sviluppano forme più tangibili nella mente. Inoltre, la DMT deve competere per i siti di legame del recettore con gli aumentati livelli di 5-HT e, probabilmente, di altre monoamine endogene, dato che anche altri derivati triptaminici sono catabolizzati dalla MAO. La loro psicoattività è così facilitata e promossa dall'inibizione di questo enzima (Callaway, 1993). Le qualità visionarie della psilocibina e della psilocina (da varie specie di Psilocybe e di altri funghi), per esempio, possono essere accresciute senza pericolo dall'inibizione della MAO, poiché questi agenti sono metabolizzati anche attraverso altre vie biochimiche. Altri esempi includono la 5-metossi-DMT, la N-metiltiramina (NMT), e forse gli alcaloidi tetraidro-beta-carbolinici. Infatti, la maggior parte delle monoamine sono facilmente metabolizzate dalla MAO e per alcuni composti, come la tiramina, questa è la più comune via metabolica. La tiramina e alcune vicine fenetilamine dipendono principalmente dal metabolismo MAO per l'inattivazione, e la loro attività non controllata può anche portare a crisi ipertensive.

 Una questione sulle origini

Se accettiamo l'ipotesi di Flattery&Schwartz, allora crediamo nella loro conclusione che i semi di P.harmala venivano utilizzati nella preparazione dell'haoma/soma tanto tempo fa nel Vecchio Mondo. Nonostante che l'armalina presente nei semi manchi di sufficiente psicoattività, altre piante della regione avrebbero potuto fornire alcaloidi che sono psicoattivi dopo inibizione della MAO. Dall'altro lato dell'Oceano Atlantico differiscono solo le specie di piante, poiché i nativi dell'Amazzonia continuano a preparare l'ayahuasca impiegando identica tecnologia e alcaloidi essenzialmente identici.
Non sorprende il fatto che gli alcaloidi dell'armala abbiano raggiunto un così elevato status, indipendentemente dalla loro fonte, in quanto possono facilitare gli effetti psicotropi di numerosi derivati metilati triptaminici quali la THH, e probabilmente altre tetraidro-beta-carboline, DMT, NMT, e altre triptamine. Nel Nuovo Mondo sono presenti P.viridis e altre specie vegetali contenenti triptamine. Nel Vecchio Mondo sono il Desmodium gangeticum e specie del genere Phalaris a fornire le triptamine metilate. In una nota a pie' di pagina del testo di Flattery (#5, p.100), il D.gangeticum è stato suggerito come un possibile additivo all'haoma. Nel testo viene anche riferito della presenza del barsom nella preparazione dell'haoma. Un'interpretazione per questo termine sarebbe "erba" o "fieno" fornente un comodo "cuscino" per la cerimonia, o una "erba raccolta in fasci". Forse, queste erbe venivano raccolte e le triptamine metilate estratte dalle loro foglie, mentre le grosse quantità di materiale fibroso accumulato venivano sparse sul luogo della preparazione. Questo sistema binario d'azione, cioè l'inibizione della MAO per promuovere l'attività orale di composti oralmente inattivi, è in effetti sofisticato e unico da qualunque punto di vista. Difatti, il concetto dell'inibizione enzimatica per facilitare o promuovere l'attività di un altro composto è raro anche nella moderna farmacologia. E' in realtà una sfida immaginare come questo straordinario meccanismo d'attivazione possa essere stato sviluppato ad un simile grado in due culture sui lati opposti dell'Atlantico. L'intervento di esseri con la "testa a cupola" provenienti da un lontano pianeta, offrenti benevolmente il rimedio, è certamente una possibilità. Fortunatamente, possiamo comporre un racconto terrestre nel tentativo di render conto delle origini dell'ayahuasca, e di allargare le possibilità dell'ipotesi dell'haoma a un vero sacramento visionario ottenuto con una una preparazione analoga (Callaway et al., 1995).

La possibilità di un antico viaggio dall'Africa settentrionale verso le foci del fiume delle Amazzoni non è improbabile, come l'etnologo Thor Heyerdahl ha dimostrato con la barca di papiro Ra II. La distanza sarebbe di circa 3000 km, che avrebbe potuto essere coperta facilmente nel giro di 20-30 giorni, prendendo vantaggio dalla corrente dell'oceano che scorre da est a ovest in quella regione del mondo. Le pressioni migratorie nelle antiche popolazioni della valle dell'Indo, dell'Arabia, del Mediterraneo e del sub-continente indiano sono state causa di trasferimento di non poche tribù nel corso della storia. La direzione di questo trasferimento, da est a ovest, è indicata anche dalla grande antichità delle culture del Vecchio Mondo.

Accanto alla migrazione della tecnologia, un'altra possibilità riguarderebbe il metodo della prova e dell'errore su numerose piante dell'Amazzonia. Certamente, qualche prova ed errore deve aver preceduto lo sviluppo di entrambe le modalità, poiché la fonte di alcaloidi dell'armala differisce nelle specie di piante: semi di P.harmala per l'Haoma del Vecchio Mondo, e la corteccia di B.caapi per l'ayahuasca del Nuovo Mondo. Che la B.caapi fosse stata un'affezionata cultivar salvata dalle antiche foreste piovose del Vecchio Mondo, e trasferito nella Amazzonia per propagazione, o proprio per assicurare la sua preservazione? Oppure, l'azione farmacologica dell'inibizione della MAO era una proprietà così nota e desiderata da essere sistematicamente ricercata dagli abitanti del Vecchio Mondo quando incontrarono la flora amazzonica?

E' possibile trovare un ulteriore indizio delle origini dell'ayahuasca nella mitologia contemporanea. L' "età dell'oro" della cultura vedica era un tempo in cui il soma era ancora psicoattivo. Certamente, la popolarità del suo consumo aumentò subito dopo la composizione del IX° Libro dei Rg Veda. Probabilmente, le fonti di alcaloidi dell'armala divennero scarse a causa del prolungato uso, e sostanze inattive ne presero il posto mentre le cerimonie proseguivano con forti dosi di fede. In alternativa, secondo la mitologia brahaminica, l'età dell'oro terminò allorquando gli dei si ritirarono da un mondo divenuto malvagio, portandosi via la pianta del soma e l'estasi divina. Di nuovo, i sacerdoti vengono lasciati ad affannarsi alla ricerca di sostituti per continuare i rituali, facendo affidamento su atti di consumazione di cibo, placebi e fede.

Dall'altro lato dell'Atlantico provengono leggende sulle origini dell'ayahuasca, di dei barbuti dalla pelle chiara provenienti da Oriente e recanti la bevanda nel Nuovo Mondo. La Uniao do Vegetao (UDV) del Brasile, per esempio, ci racconta che Salomone, un re scienziato/mago del Vecchio Mondo (sebbene non il Salomone biblico) produsse la bevanda e ne portò il segreto nel Nuovo Mondo. Forse, gli dei vedici erano uomini che si trasferirono verso occidente, piuttosto che in direzioni dell'asse nord-sud, per fuggire dalle responsabilità e dalle aumentate afflizioni di una società in via di espansione.

 Una nota di cautela!

Una chiara differenza fra le antiche e attuali culture rispetto all'ayahuasca e a simili preparati consiste nel fatto che gli antichi non possedevano inibitori specifici del riassorbimento serotoninico. Queste medicine sono correntemente prescritte dai medici attuali per un'estesa varietà di malattie, e si possono presentare situazioni di pericolo di vita quando queste vengono combinate con armina, armalina o altri MAO-inibitori (Callaway, 1994). In generale, gli antidepressivi di qualunque tipo non dovrebbero essere combinati con MAO-inibitori o con l'ayahuasca, o con preparati analoghi. Questa informazione non è posta per incoraggiare la gente a sperimentare con sostanze neuroattive, bensì solo per dare un avvertimento a coloro che potrebbero farne uso. Siate informati, state attenti!

 Bibliografia

CALLAWAY J.C., 1993, Tryptamines, beta-carbolines and you, MAPS, 4(2):30-32.
CALLAWAY J.C., 1994, Another warning about harmala alkaloids and other MAO inhibitors, MAPS, 4(4):58.
CALLAWAY J.C., M.M. AIRAKSINEN, D.J. MCKENNA, G.S. BRITO, C.S. GROB, 1994, Platelet serotonin uptake sites increased in drinkers of ayahuasca, Psychopharmacology, in press.
CALLAWAY J.C., M.M. AIRAKSINEN, J. GYNTHER, 1995, Endogenous beta-carbolines and other indole alkaloids in mammals, Integration, vol. 5, in press.
FLATTERY D.S. & M. SCHWARTZ, 1989, Haoma and Harmaline. The Botanical Identity of the Indo-Iranian Sacred Hallucinogen "Soma" and its Legacy in Religion, Language, and Middle Eastern Folklore, Berkeley & Los Angeles, University of California Press.
HOLMSTEDT B., 1982, Betacarbolines and tetrahydroisoquinolines: historical and ethnopharmacological background, in: Bloom F., J. Barchas, M. Sandler & E. Usdin (Eds.), Betacarbolines and Tetrahydroisoquinolines,
New York, Alan R. Liss, :3-13.
LUNA L.E. & P. AMARINGO, 1991, Ayahuasca Visions. The Religious Iconography of a Peruvian Shaman,
Berkeley, CA, North Atlantic Books.
NEUVONEN P.J., S. POHJOLA-SINTONEN, U. TACKE & E. VUORI, 1993, Five fatal cases of serotonin syndrome after moclobemide-citalopram or moclobemide-clomipramine overdoses, The Lancet, 342:1419.
OTT J., 1994, Ayahuasca Analogues. Pangaean Entheogens,
Kennewick, WA, Natural Products.
STERNBACH H., 1991, The serotonin syndrome, Am.J.Psychiatry, 148:705-713.


 Ayahuasca Library