NOTA UFFICIALE DELLA CHIESA DEL SANTO DAIME – CEFLURIS

 

1)      In seguito agli ultimi avvenimenti riguardanti le misure di restrizione all’uso rituale della bevanda sacramentale denominata SANTO DAIME e/o AYAHUASCA in Olanda, la nostra Chiesa del “Culto Eclético da Fluente Luz Universal” (CEFLURIS) desidera esprime pubblicamente, attraverso questa nota ufficiale, la nostra fiducia in una soluzione giusta per il caso in questione. E anche approfittare dell’opportunità per esprimere alcune considerazioni su cui si fonda la nostra posizione.

 

2)      L’uso rituale della bevanda sacramentale denominata Santo Daime e/o Ayahuasca, è pratica considerata legale nel nostro paese. L’uso per fini religiosi di questa bevanda psicoattiva, che unisce due vegetali nativi dell’Amazzonia, ha la sua origine nelle tradizioni ancestrali dei popoli nativi dell’America del Sud. È impiegata in cerimonie religiose, pratiche sciamaniche e terapeutiche da migliaia di anni. Questo mostra che l’uso religioso degli enteogeni è stato piuttosto normale dai primordi dell’umanità, generando società altamente raffinate e stabili. Soltanto in questo modo possiamo intendere i templi megalitici dedicati ai funghi sacri dell’Anatolia, la celebrazione ininterrotta per 1400 anni dei Misteri Eleusini e il culto prestato a Soma, la bevanda sacra degli antichi veggenti riskhis, dalle cui visioni estatiche sbocciarono i tesori della sapienza vedica.

 

3)      Nel Nuovo Mondo, molte di queste culture enteogene caddero, non da molto tempo, sotto il giogo della conquista coloniale europea e della cristianizzazione forzata delle popolazioni native, che si risolvette in un autentico etnocidio. Ma alcune di queste tradizioni seppero preservarsi e rinnovarsi. Una di quelle è la Dottrina del Santo Daime, che ha come fondatore Mestre Raimundo Irineu Serra, umile seringuero (che estrae il caucciu) che all’inizio di questo secolo, in contatto con indios e sciamani, nel cuore della foresta amazzonica, ha ricevuto una rivelazione dalla Vergine Maria, nelle sembianze della Regina della Foresta. Lei gli ha rivelato questo bel rituale di canti e danze attraverso i quali ancora oggi nei nostri lavori lodiamo a Dio, gli esseri divini, il sole, la luna, le stelle e le forze della Natura.

 

4)      Mestre Irineu riunì presso di sé persone dei più differenti credo e condizioni sociali e forgiò, senza nessuna traccia di rivendicazione, una significativa prodezza spirituale nel riscattare il sacramento dei popoli sottomessi, e riconciliarlo con la fede cristiana, in nome della quale gli eccessi e i crimini della colonizzazione furono commessi. Questo dimostra il contenuto di amore e di pace del nostro messaggio spirituale. Per questo è messaggio universale, valido per tutti i popoli della terra. Se il sacramento eucaristico della nostra messa è una bevanda psico-attiva, questo deve essere analizzato senza preconcetti e attraverso una messa a fuoco multi-disciplinare. La nostra esperienza è che, l’uso della bevanda sacramentale all’interno di un contesto spirituale appropriato, lontano dall’essere un’esperienza dissociativa per la mente e pregiudiziale per la salute dell’individuo o della società, risulta, al contrario, essere una modalità benefica di espansione di coscienza, identica alla più genuina esperienza mistica. È da più di tre generazioni che migliaia di persone nel nostro paese attestano questo fatto.

 

5)      È stato con questo discernimento che le autorità brasiliane della salute e della giustizia, dopo molti studi, hanno consentito l’utilizzo rituale della bevanda. Confonderla con l’uso, l’abuso e il traffico di droga, è una grande ingiustizia. Senza dubbio, l’industria del Vizio e della Droga è una delle grandi piaghe della civilizzazione contemporanea. È una malattia che nasce dalle viscere della nostra civilizzazione e che rivela che qualche cosa è fallita. Questo fa parte della crisi spirituale che l’umanità sta passando, alla vigilia del Terzo Millennio. L’uso rituale della piante enteogene non ha nessuna colpa in questo. Al contrario, queste piante possono ancora oggi aiutare a recuperare il senso cosmico e trascendentale della nostra esistenza. E questa è il migliore espediente per curare la malattia della nostra civiltà.

 

6)      Il Santo Daime e/o Ayahuasca, nostro sacramento, non è una droga, neppure i motivi che ci muovono a berlo, una dipendenza. Quello che ci spinge a entrare in comunione col Santo Daime nei nostri rituali è la nobile e giusta aspirazione di elevazione spirituale. Si tratta pertanto di un diritto di libertà religiosa. Un diritto inalienabile di tutti gli esseri umani: scegliere una pratica religiosa che aiuti ad avere una comprensione spirituale delle vicende dell’umanità su questo pianeta. Non possiamo vergognarci del nostro Cammino, dato che lo consideriamo un vero tesoro spirituale e culturale dell’umanità, degno di essere preservato a beneficio delle generazioni future.

 

7)      Stiamo affidando alla giustizia, attraverso i nostri avvocati, la responsabilità di decidere quando uno stato di coscienza – anche se indotto grazie a certe “tecniche arcaiche dell’estasi” – possa essere considerato una legittima esperienza spirituale e quando passa a essere considerato uno stigma sociale o perfino un crimine. La maniera migliore di decidere questo sta non solo in una interpretazione burocratica della Legge ma anche nella sensibilità e nel calore umano, capace di espandere lo “Spirito delle Leggi”. Altrimenti un giudizio basato sulle fredde parole della legge non può considerare le molteplicità delle aspirazioni umane e dei fenomeni sociali, degni di essere sotto la sua protezione.

 

Saremo sempre disposti al dialogo con le autorità, fiduciosi che, una volta assicurato il nostro diritto di credo e conseguentemente quello di entrare in comunione col nostro sacramento, sapremo essere all’altezza della sfida di regolare il suo uso con la salvaguardia e i principi etici necessari per un buon funzionamento della nostra Chiesa.

Con vibrazioni di Armonia, Amore, Verità e Giustizia

Amazzonia/Amsterdam, 18 ottobre 1999

Segreteria delle Comunicazioni del CEFLURIS.