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Il
momento culminante del nostro lavoro si manifesta quando,
dentro la forza del nostro sacramento, riceviamo le visioni,
che noi denominiamo col termine mirazioni (mirações).
Nella mirazione non siamo meri spettatori della nostra visione,
al contrario siamo protagonisti di un’azione che si
svolge in un mondo reale e allo stesso tempo spirituale. È
in questo stato che siamo invitati a mostrare ciò che
conosciamo e ad apprendere qualcosa in più. Ciò
che decidiamo e viviamo in questo piano sembra avere una forte
influenza su quello che consideriamo il nostro usuale stato
di coscienza e di realtà.
Durante
il momento sacro della mirazione si aprono le porte
verso molte direzioni spirituali. Il canale con il nostro
Io Superiore diventa più nitido. Possiamo dialogare
con esso ed anche ricevere molte istruzioni utili su aspetti
pratici della nostra vita. Tutto ciò che pensiamo in
questa sintonia con la mirazione è lungi dall’essere
un mero vaneggiamento. Il pensiero diviene una vibrazione
che modella, aggiusta, cura e crea.
La
mirazione é un sogno divino, un sogno che
plasma la vita. Padrino Sebastião Mota diceva che prima
tutto si risolve nella mirazione per poi essere trasposto
e realizzato nella materia.
traduzione
dal sito http://www.santodaime.org
(http//:www.santodaime.org/doutrina/miracao.htm)
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= Mirazione (v. mirare) – dal portoghese miração
(v. mirar), termine integrante del “vocabolario
daimista”: dal latino mirare, e mirari
“meravigliarsi, contemplare, guardare” da mirus
“degno di ammirazione, strano, meraviglioso”.
Visione/rivelazione divina: atto o effetto del mirare, propiziato
dal rituale del Santo Daime.
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